domenica 21 settembre 2014

PREPPY

"The schools
The clothes,
The cocktails,
The clubes,
rehab, manners,
What we do,
What we eat,
Where we go (and don't),
And most important: what our dog really thinks."
("True Prep" - Lisa Bornbach)




Con il boom dei consumi post bellici tra la fine degli anni '40 e '50, iniziò a divulgarsi la tendenza stilistica di imitare l'abbigliamento delle classi sociali superiori, da parte di quelle inferiori; inevitabilmente, così lo stile maschile degli Stati Uniti, vide un'ampia ispirazione presa dall'abbigliamento degli studenti delle più prestigiose università, che venne poi identificata col termine di "Stile Ivy League" o più semplicemente Preppy.
Tale stile copiava, in sostanza, le uniformi degli studenti delle più facoltose università bianche protestanti della East Coast, come Princeton, Hardvard, Yale e delle "preparatory schools" (da cui il termine Preppy) che preparavano i ragazzi ad accedervi, senza escludere anche influenze provenienti dal nord-est del paese.
I Preppy erano soliti indossare pantaloni di tela, scarpe da barca, mocassini, pullover a rombi con scollo a v, giacche scozzesi, polo piquet, blazer blu, completi larghi e morbidi, camicie Oxford botton down, per mostrare così un look elegante ed informale allo stesso tempo, poco appariscente ma dispendioso, poichè di ottima qualità, che incarnava alla perfezione i privilegi e l'esclusività delle classi più agiate, solite frequentare i country club, lezioni private di golf, gite in yacht e amicizie importanti.
Questo stile fu così particolare e ricercato che se dapprima fu, appunto, oggetto di stereotipi, in seguito, con i cambiamenti dei decenni successivi e l'avvento anticonformista dei figli dei fiori, venne proprio ridicolizzato e snobbato, per poi essere nuovamente imitato, in versione più colorata, verso gli anni '80.
Un esempio di tipica vita e stile preppy bianco e benestante è senza dubbio J. F. Kennedy, con le sue tenute informali e sportive, adatte alla vita all'aperto ma indubbiamente costose.





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