mercoledì 4 gennaio 2017

CHOLO

"Like a Cholo
I'm brown I get down
The girls love how I lean
Like a G to the beat
Doing why Mj's in my feet."
('Like a Cholo' - Down A.K.A. Kilo)

Uno degli stili più tipicamente americani e dei più copiati dalla cultura popolare, è sicuramente lo stile Cholo.
La sottocultura cholo, termine che significa 'meticcio' e carico di connotazioni politiche e culturali negative, nasce dal movimento messicano-statunitense per i diritti civili degli anni '60-'70, divenendo negli anni '90 uno dei look tipici dei ghetti urbani adottato in particolare dai membri delle bande di origine messicana della zona sud-ovest degli Stati Uniti, dalla California al Colorado e, a sud, fino al New Mexico.
Questo stile, tipicamente maschile, era un incrocio fra l'abbigliamento da skater delle origini e quello hip-hop, ma più massiccio e rigoroso. Era composto da canottiera bianca o t-shirt a maniche corte, senza stampe o marchi identificativi, bianche, blu, nere, grigie, beige, marrone o verde scuro, sopra le quali venivano indossate camicie a manica corta da lavoro o in flanella a scacchi, perfettamente stirate ed inamidate e allacciate solo sul primo bottone; pantaloni di tela o da lavoro tipo Ben Davis Gorilla Cut o Dikies, di almeno una taglia più grande, portati bassi in vita, stile baggy, e sorretti da una cinta ed corredati di catena a cui viene fissato il portafogli. Portano scarpe da ginnastica Lugz o Nike Cortez in abbinamento ai colori dei vestiti, indossate con calzettoni al ginocchio o calzini non visibili, o scarponi da lavoro; bandana ripiegata e legata attorno alla fronte, o un berretto in lana calato sui capelli rasati o appiattiti col gel.
Riccamente tatuati, in particolar modo sul braccio e all'interno del collo, giravano con le tipiche biciclette completamente personalizzate e con sella bassissima e manubrio molto alto.


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